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L'altare maggiore
  5 maggio 2010

L'altare maggiore

 
Venne eretto nel 1909 per desiderio dell’abate Mons. Giuseppe Rovella. Il disegno dell’altare, in stile neoclassico, è dell’architetto Antonio Tagliaferri che utilizzò, per i gradini, il marmo rosso broccato di Verona e per il resto il bianco-scuro di Mazzano. Venne arricchito da due statue raffiguranti la Fede con il Calice e la Speranza con l’ancora, opere, come i bronzi, dello scultore Domenico Ghidoni di Ospitaletto. La croce (120 kg) e i sei candelabri di bronzo (ciascuno di un quintale) che adornano l’altare sono stati donati nel 1778 dall’abate Agostino Foresti: sul piede degli stessi sono applicati i fregi rappresentanti l’Assunta (titolare del Duomo), S. Pancrazio (patrono di Montichiari) e lo stemma gentilizio dei Conti Foresti. La pala, posta nel coro, rappresenta l’Assunzione di Maria. Venne dipinta nel 1777 dal monteclarense Giuseppe Pirovano. L’ancona che la incornicia fu progettata dal «capomastro» Carlo Micheli nel 1775, mentre nel 1776 vennero scolpiti, in pietra bianca d’Arco, da Stefano Salterio, i quattro angeli posti in alto. I diciotto sedili in noce del coro sono di Bernardino Carboni, Solenni, ai lati del presbiterio, le balconate per l’organo, a destra (1763) e per l’orchestra a sinistra (1826). Nel 1991 sono state sostituite le vetrate ai due finestroni del coro; rappresentano gli stemmi vescovili di Mons. Mario Vigilia Olmi (sinistra) e di Mons, Gian Vincenzo Moreni (destra). Sotto l’arco del presbiterio è stato collocata nel 1993, una grande mensa rivolta al popolo secondo le disposizioni della riforma liturgica. Il progetto e i disegni sono dell’architetto Giovanni Tortelli mentre la realizzazione è dello scultore Dino Coffani. La mensa è in marmo rosso di Verona mentre il piede e l'ambone sono stati eseguiti in bronzo.

 
L’organo, della Ditta Bernasconi (1895), è stato completamente revisionato nel 1988 per interessamento dell’abate Mons. Franco Bertoni.
 
     
   
 
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