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il metodo E.N.D.
  25 dicembre 2009

il metodo E.N.D.

 

IL METODO E.N.D.
L’equipe è, per innumerevoli coppie, uno strumento efficace per aiutare la vita di due sposi confrontandosi con gli amici con i quali condividono il cammino.
Per questo sono state sperimentate ed offerte alle coppie un Metodo e di di Punti Concreti di Impegno:
1 – LA RIUNIONE D’EQUIPE
E’ il centro del Metodo delle End, ma non si identifica con esso. La riunione è il fondamentale momento comunitario della vita delle Equipe e risponde a molte esigenze fra le quali:
- Donare agli altri il contributo di tutta la nostra esperienza;
- Confrontare la nostra esperienza con gli altri, in un clima di gioia e di serenità;
- Verificare se il nostro cammino segue la via che Cristo ha tracciato per tutto il suo popolo, sapendo che Lui è fra noi in questa ricerca
La cadenza mensile della riunione d’equipe è un aiuto a mantenere viva la tensione alla crescita della coppia. L’incontro avviene nelle case delle coppie, a turno e ci aiuta a conoscerci meglio, ad essere aperti ed ospitali e a creare un clima di fraternità ed amicizia. Proprio perché gli incontri avvengono nelle case delle copie di sposi, il numero di coppie di ogni equipe deve essere contenuto (generalmente fra le 4 e le 7 coppie). Il gruppo contenuto inoltre consente una maggior possibilità di esposizione del proprio pensiero e del completo svolgimento della riunione.
La riunione d’equipe ha una propria struttura, nel senso che si compone di parti differenti, ognuna delle quali ha un particolare significato per la vita del gruppo:
- Si apre con l’incontro gioioso ed accogliente seguito da un canto e/o da una preghiera e si chiude con la recita del Magnificat;
- Si prosegue con una cena frugale nella quale si attua la Messa in Comune (si può anche dedicare uno spazio apposito alla Messa in Comune). Presupposto della messa in comune è una grande fiducia reciproco, l’ascolto accogliente privo di giudizio e la certezza di una totale discrezione da parte di tutti. Qui si apre il cuore di ciascuno partecipando agli altri gli aspetti quotidiani della nostra vita, ma anche le gioie e le delusioni.
- L’ascolto della parola e la preghiera personale. Si riprende con la lettura del vangelo della domenica e si fa seguire, ad alta voce, una preghiera personale per ciascun componente, compreso il consigliere spirituale (di solito un sacerdote)
- La Compartecipazione. E’ il momento della riunione in cui si condivide con i fratelli i risultati della nostra vita coniugale di fede, durante il mese. Si tratta di fare il punto sul cammino spirituale percorso e sugli impegni presi con gli amici del gruppo in rapporto al cammino di fede.
- Il tema di riflessione e di studio. Se l’ascolto della parola di Dio è la base della formazione della coscienza, il tema di studio è un aiuto straordinario per coltivare ed approfondire una fede sempre bisognosa, mai raggiunta definitivamente, sovente in pericolo di fronte alle difficoltà della vita. Ogni gruppo, in autonomia, ma anche in sintonia con il Movimento, sceglie ogni anno un tema. Ad esempio: amore e matrimonio; essere famiglia oggi nella chiesa e nel mondo; Le virtù oggi; non di solo pane…; non hanno più vino …; Cantico dei Cantici; ecc… . L’Equipe Italia ne propone sempre in gran quantità, tutti dotati di un testo da leggere meditare ed approfondire per poi completarlo durante la riunione in confronto con ciascuno.
- Come accennato si conclude con la recita del magnificat.
Durante la riunione la presenza e partecipazione di un sacerdote è importante e fondamentale per apprendere ed accogliere chiarimenti e spunti che una persona consacrata conosce maggiormente.
2 – I PUNTI CONCRETI DI IMPEGNO
- Ascolto della Parola di Dio
Dio ci parla perché vuole stabilire una relazione con noi e farsi conoscere da noi. Ascoltando la Parola e meditandola arriviamo a conoscere meglio la persona di Gesù. La Parola è rivolta a noi personalmente, nel tempo e nello spazio in cui siamo. Ascoltando la sua Parola attentamente nel nostro cuore, scopriamo che la nostra vita si orienta in modo diverso per rispondere alla sua chiamata a viverla pienamente. La Parola di Dio ci interpella tutti i giorni personalmente e nella nostra vita di coppia.
- La preghiera personale
Dio chiama continuamente ogni persona all’incontro con Lui. Dovremmo pensare alla immensa, tenera e umile sollecitudine della sua amicizia e darle risposta.
Ci sono numerose forme di preghiera personale: alcuni di noi possono semplicemente raccogliersi in silenzio e riposare alla presenza del Signore, altri praticano la Lectio Divina, altri meditano una frase della Bibbia, ecc… Ciascuno deve trovare il modo o i modi che facilitino un incontro intimo con Dio. Preghiamo come possiamo – e non come pensiamo di doverlo fare.
- La preghiera coniugale
Padre Caffarel disse che “Nulla stabilisce dei legami più intimi che cercare Dio insieme”… Quando gli sposi pregano insieme entrano nella più profonda compartecipazione. Questa preghiera presuppone lo sforzo di riservare del tempo per se stessi e lo sforzo per pregare insieme.
- La Preghiera Familiare
Per chi ha figli è molto importante la preghiera familiare. E’ il momento di unità della famiglia, il momento in cui essa si raccoglie pensando al Padre, in un clima di amore che talora può essere dimenticato, a causa delle tensioni e dei problemi quotidiani
- Il Dovere di Sedersi
“Lasciate la riva, andate in alto mare”. E’ così che il Padre Caffarel suggeriva di affrontare questo Punto Concreto di Impegno.
Tutti ci allontaniamo ogni tanto dalla destinazione che abbiamo scelto. Il Dovere di Sedersi ci da l’occasione di riconsiderare mediante il dialogo il progetto di vita che abbiamo tracciato e di prendere decisioni per riorientarci verso la giusta direzione. Abbiamo bisogno di volgerci l’uno verso l’altro, di guardarci in faccia e chiederci: A che punto siamo della nostra crescita spirituale?”
Il dovere di sedersi è un momento per passare un po’ di tempo insieme sapendo che Dio ci è vicino. Questo tempo insieme dovrebbe essere l’occasione per affrontare qualsiasi argomento ci riguardi, in quanto coppia e famiglia.
- La Regola di Vita
“Una regola di vita ha un valopre pratico poiché ci aiuta a mantenere una vita equilibrata, centrata e orientata verso Dio” (Frère Roger, di Taize).
Per issarci una Regola di Vita, è necessario trovare il tempo per prendere in considerazione onestamente come viviamo la nostra vita.
E’ per questo che è necessario darsi una Regola di Vita fino a quando essa diventi un’abitudine. Possiamo introdurre nella nostra vita delle attitudini o delle abitudini che ci fanno sempre più simili a Cristo. La Regola di vita dovrebbe essere semplice, precisa e annotata per iscritto.. Dovrebbe essere una scelta personale e libera nella quale ci si impegna.
- Il Ritiro Annuale
Venite in disparte in un luogo deserto e riposatevi un po’ ( Mc 6,31).
Noi viviamo in un mondo di costanti attività, pieno di esigenze, da cui bisogna di tanto in tanto sottrarsi. Il Ritiro Annuale ci da l’occasione di ritirarci in un luogo tranquillo e di trascorrervi dei giorni a riflettere su tale o tal altro aspetto della nostra vita spirituale. E’ particolarmente utile fare un ritiro in coppia, poiché, di ritorno a casa, i coniugi possono mettere in comune la loro esperienza. Il ritiro insieme ci da l’occasione di avvicinarci contemporaneamente a Dio e l’uno all’altro per qualche giorno, senza interruzione
3 – IL SENSO DEL SERVIZIO NEL MOVIMENTO
Il servizio
Nel mondo, sovente, responsabilità è sinonimo di potenza o di potere. Nelle Equipes Notre-Dame, ogni responsabilità è un servizio.
Questo vuol dire che nel nostro movimento “essere chiamati al servizio” non vuol dire coprire una carica con funzione organizzativa o decisionale, riservata quindi solo ad alcune persone capaci e competenti, ma vivere un’esperienza di fede, rispondendo alla chiamata che il Signore fa a ciascuno di noi, in modi e tempi diversi, abbandonandoci come strumenti nelle Sue mani, fiduciosi che Egli colmerà le nostre inadeguatezze.
Si può essere chiamati ad essere coppia responsabile della equipe di base (in carica un anno a rotazione) o di settore (tre anni) o di regione ecc..
La collegialità
Si fonda sull’uguaglianza dell’appartenenza e della missione di tutti i membri dell’equipe. Essa presuppone delle attitudini partecipative e non autoritarie e richiede una disciplina e dei metodi di lavoro che la rendono possibile. La collegialità non annulla la missione della coppia responsabile che, ad ogni livello dell’organizzazione, è il segno visibile dell’unità dell’equipe.
 

 
     
   
 
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